Regina Gani

Regina nasce il 7 dicembre 1926 da genitori di origine greca, Giuseppe Gani, commerciante di tessuti, nativo di Joannina, e Speranza Zacar (o Zaccar), di Corfù, che si erano sposati a Milano nel 1925.
Ha una sorella, Ester, nata nel 1928, ed un fratello, Alberto, del 1934.

Dopo aver frequentato le scuole elementari alla “Ruffini”, sostiene l’esame di ammissione alla I ginnasio presso il Liceo “Manzoni” nel giugno 1937, ed è iscritta in I C per l’anno scolastico 1937/1938. Rimandata in italiano e latino, cade agli esami di riparazione (lo scrutinio è del 20 settembre 1938).

Le norme appena entrate in vigore non le consentono di reiscriversi nella scuola pubblica: frequenta per un anno il corso ad indirizzo classico alla Scuola ebraica di via Eupili e passa poi all’Istituto Tecnico Commerciale ebraico di Piazza Cadorna, diretto dal prof. Arturo Finzi.

Nel 1943 i Gani sfollano a Seregno, abitando in un primo momento in locali posti sopra la tranceria di proprietà della famiglia Mazza, e successivamente in un edificio popolare, la Ca’ Bianca, sito di fronte all’ospedale cittadino, ospitati da Luigi Casati, agricoltore. Giuseppe Gani non risiede con i suoi familiari, ma in casa di una figlia sposata del Casati, in via Volta.

Nell’agosto 1944, probabilmente in seguito ad una delazione, Speranza Gani e i figli vengono arrestati da alcuni militi fascisti, che prendono in ostaggio temporaneamente anche tre figlie dei Casati. Giuseppe Gani, avvertito in tempo, riesce a scappare, ma viene catturato durante la notte in località Dosso.
La famiglia è imprigionata dapprima nella caserma di Seregno, poi, probabilmente, a Monza; il 20 agosto i Gani vengono trasferiti nel carcere di San Vittore a Milano, nel quarto raggio, riservato agli ebrei arrestati e controllato direttamente da militari tedeschi.

Il 7 settembre 1944 vengono inviati al campo di raccolta e transito di Bolzano - Gries, da dove il 24 ottobre sono deportati ad Auschwitz, tutti nel medesimo convoglio, il n° 18 RSHA, il primo formato da soli ebrei.
Nel campo di concentramento, la madre ed Alberto non passano la selezione iniziale e vengono inviati alle camere a gas il giorno stesso dell’arrivo, il 28 ottobre; del padre non si sa quando e dove muoia; Regina ed Ester vengono evacuate da Auschwitz, forse per Bergen-Belsen, dove era stata costituita una grossa sezione femminile, o forse per il campo di Guben, dove l’11 febbraio 1945 vennero eliminati circa 150 donne e bambini che non erano in grado di proseguire per Bergen-Belsen; comunque anch’esse spariscono nel nulla dopo quella data.